Stop al condono edilizio, si rafforzano le misure anti-evasione

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Stop al condono edilizio, resta l’operazione sugli immobili fantasma, si rafforzano le misure anti-evasione. In queste ore si lavora a ritmo serrato al ministero dell’Economia per meglio definire il pacchetto di misure da 24 miliardi per raddrizzare in conti pubblici nel 2011/2012. Arriva una stretta sulle spese della pubblica amministrazione, nuovo impulso alla lotta all’evasione, razionalizzazione degli enti previdenziali. Fra le altre misure si va dall’obbligo di tracciabilità del contante alle fatturazioni monitorate dal Fisco, fino alla stretta sul gioco illegale. Sul fronte delle pensioni, non sono previsti ritocchi alle loro entità, mentre ci potranno essere rimodulazioni delle finestre di uscita. «Si pensa di andare verso una o due finestre», ha detto il sottosegretario Paolo Bonaiuti.  Indietro tutta sull’inserimento del condono edilizio nella manovra. «Non ci sarà alcun condono edilizio – ha sottolineato questa mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti – si tratta piuttosto di mettere a catasto due milioni di unità  abitative». Già ieri erano trapelate indiscrezioni da ambienti governativi che segnalavano la cancellazione del condono edilizio, sostituito da un corposo pacchetto di misure anti-evasione. Al ministero si stanno ancora limando le norme alla ricerca di quel «giusto equilibrio» tra il rigore chiesto dall’Europa e la necessità di evitare nuovi fardelli per i cittadini.  Proprio su questo equilibrio il ministro Tremonti ieri è salito di nuovo al Quirinale, dopo l’illustrazione delle novità della manovra fatta giovedì scorso. Bonaiuti ha assicurato che «non si metteranno le mani nelle tasche degli italiani, non ci saranno quindi nuove tasse» e ha confermato la riduzione delle spese dei ministeri, che dovrà essere concordata con i responsabili dei singoli dicasteri. Quanto al taglio degli stipendi dei manager pubblici, Bonaiuti conferma che «c’è l’ipotesi». «In un periodo di riduzione generale delle spese è giusto che chi guadagna di più dia il suo contributo», sottolinea evidenziando il valore più simbolico che contabile di questa specifica operazione.  Diverse visioni sul taglio della manovra, anche tra il premier e il responsabile del ministero di Via XX Settembre, fanno supporre un probabile slittamento a mercoledì della presentazione in Consiglio dei ministri della manovra. Tra le limature al testo della manovra figurerebbe due misure che avevano suscitato polemiche: rientrano sia l’indiscrezione sui ticket sanitari (gli eventuali risparmi sulle spese delle Regioni potrebbero riguardare altre voci) sia l’introduzione di un tetto di reddito per le indennità di accompagnamento che andava a colpire le famiglie con disabili o anziani non autosufficienti.   L’ipotesi condono aveva scatenato una ridda di polemiche in seno all’opposizione per quello che era stato classificato come un nuovo regalo «ai soliti furbi», che «già ringraziano per lo scudo fiscale«. Ermete Realacci del Pd avevaparlato di «segnale devastante per il paese». Protesta anche il Verde Angelo Bonelli: «Il governo premia disonesti e farabutti». Leoluca Orlando dell’Idv aveva commentato: «Il lupo non perde il pelo e non perde il vizio». L’Italia dei valori, per voce di Felice Belisario, presidente dei senatori del partito dipietrista, preannuncia battaglia «contro ogni manovra che punti ancora una volta a colpire le fasce deboli e a favorire l’illegalità». Il presidente del Copasir Massimo D’Alema (Pd) ha messo subito le mani avanti: «Non possiamo votare una manovra con i ticket», mentre «un condono, l’ennesimo, per noi sarebbe indigeribile».  Si sarebbe trattato della terza sanatoria sugli immobili varata da un governo Berlusconi in 16 anni. La prima edizione, quella del 1994, aveva riguardato il condono sulle case abusive. Poi una seconda sanatoria era stata poi messa in campo nel 2003. La norma al vaglio del Tesoro sommerebbe un condono edilizio a un concordato sugli immobili fantasma, non accatastati, ma fotografati dall’alto dagli ispettori dell’Agenzia del Territorio. Un capitolo sul quale si sono susseguiti vari tentativi del Pdl: a fine gennaio 2010 un emendamento al milleproroghe, giudicato inammissibile, chiedeva di sanare gli abusi edilizi commessi fino al 31 marzo 2003.A metà febbraio è stata la volta di un disegno di legge che prevedeva la riapertura, fino al 31 dicembre 2010, dei termini del condono scaduto a fine 2004 e dava la possibilità di estendere la sanatoria anche alle violazioni commesse nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale. Poi è arrivato il cosiddetto stop alle ruspe fino al 30 giugno 2011 per le case abusive in Campania, destinate esclusivamente a prima abitazione purchè riguardanti immobili occupati da soggetti sforniti di altra abitazione e concernenti abusi realizzati entro il 31 marzo 2003. Data dell’ultimo condono edilizio.  Sul piede di guarra anche i ricercatori universitari, che minacciano di bloccare esami, lezioni e sessioni di laurea. La manovra, sottolinea Rete 29 aprile-Ricercatori universitari, «taglierà le retribuzioni dei giovani ricercatori più di quelle dei parlamentari, di ministri e sottosegretari di stato e dei manager pubblici». La manovra, segnala la Rete, confermerebbe il prolungamento del blocco del turn over nelle assunzioni nella pubblica amministrazione fino a tutto il 2014. Se così fosse, per l’università, quindi, nella prospettiva dell’uscita dai ruoli di circa 18mila unità nei prossimi cinque anni, sarà semplicemente impossibile garantire gli stessi livelli di servizio e di offerta formativa. Inoltre i tagli al fondo di finanziamento ordinario dell’università verrebbero prolungati nel tempo, arrivando al 2015, prevedendo tagli per circa 860 milioni di euro. Drastici tagli in vista anche alle spese per missioni all’estero «rischiando di bloccare del tutto collaborazioni e progetti internazionali».

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