91

Fiat / Marchionne lascia Confindustria. Lettera alla Marcegaglia

Contatta un Agente

”Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012”. L’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, conferma l’intenzione del gruppo di uscire dalla confederazione degli industriali. In una lettera inviata alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia,    Marchionne spiega che Fiat sta ”valutando la possibilita’ di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l’Unione Industriale di Torino”.    Quella assunta – sottolinea Marchionne – ”e’ una decisione importante, che abbiamo valutato con grande serieta’ e attenzione, alla quale non possiamo sottrarci perche’ non intendiamo rinunciare a essere protagonisti nello sviluppo industriale del nostro Paese”.    L’ad di Fiat illustra le ragioni che hanno portato il gruppo a prendere una decisione cosi’ importante. ”Negli ultimi mesi – spiega Marchionne nella lettera -, dopo anni di immobilismo, nel nostro Paese sono state prese due importanti decisioni con l’obiettivo di creare le condizioni per il rilancio del sistema economico. Mi riferisco all’accordo interconfederale del 28 giugno, di cui Confindustria e’ stata promotrice, ma soprattutto all’approvazione da parte del Parlamento dell’Articolo 8 che prevede importanti strumenti di flessibilita’ oltre all’estensione della validita’ dell’accordo interconfederale ad intese raggiunte prima del 28 giugno”.    La Fiat – aggiunge il top manager – ”fin dal primo momento ha dichiarato a Governo, Confindustria e Organizzazioni sindacali il pieno apprezzamento per i due provvedimenti che avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro Paese. Questo nuovo quadro di riferimento, in un momento di particolare difficolta’ dell’economia mondiale, avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti”.    Per Marchionne pero’ ”con la firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre e’ iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volonta’ di evitare l’applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’Articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilita’ gestionale”. Fiat – spiega ancora l’amministratore delegato del Lingotto -, ”che e’ impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi, non puo’ permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato. Per queste ragioni, che non sono politiche e che non hanno nessun collegamento con i nostri futuri piani di investimento, ti confermo che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012”.    Marchionne, in ogni caso, conferma che ”da parte nostra, utilizzeremo la liberta’ di azione applicando in modo rigoroso le nuove disposizioni legislative. I rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali – spiega – saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese gia’ raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco”.    Contestualmente all’addio ufficiale a viale dell’Astronomia, il Lingotto conferma l’intenzione di installare nello stabilimento di Mirafiori la versione piu’ aggiornata di una delle tre principali architetture sulla quale saranno prodotti diversi modelli dei vari marchi.  L’installazione degli impianti produttivi iniziera’ nel 2012 mentre l’inizio della produzione del primo modello, un SUV a marchio Jeep, e’ previsto per la seconda meta’ del 2013.    “Questo e’ un passo importante nei nostri piani di rinnovo del sistema produttivo in Italia collegato all’andamento dei mercati e all’ampliamento della rete distributiva resa possibile dall’integrazione con il Gruppo Chrysler”, commenta Marchionne in una nota. “Questa architettura avanzata ci permettera’ di disporre delle piu’ aggiornate piattaforme per lo sviluppo dei nostri marchi e, ancora piu’ importante, di beneficiare a pieno della completa offerta di motori e trasmissioni di Fiat e Chrysler”. La produzione dell’Alfa Romeo Mito, incluse nuove versioni e aggiornamenti, viene confermata per lo stabilimento di Mirafiori.    Il Lingotto fa anche sapere che sara’ sviluppato in Italia e prodotto a partire dall’inizio del 2013 nello stabilimento Fma di Pratola Serra (Av) un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per il marchio Alfa Romeo. Il nuovo propulsore 4 cilindri, che sara’ predisposto per applicazioni trasversali e longitudinali, con una cilindrata di 1,8 litri e una potenza massima fino a 300 CV, spiega una nota, diventera’ il nuovo riferimento prestazionale della sua categoria. Sara’ conforme alle future normative anti inquinamento europee (Euro 6) e americane (Tier2Bin5).    Costruito interamente in alluminio, sara’ equipaggiato con i piu’ moderni contenuti tecnologici quali l’iniezione diretta benzina a 200 bar, il doppio variatore di fase e un turbocompressore ad alta efficienza. L’architettura motore in alluminio, abbinata alle tecnologie piu’ innovative, garantira’ potenza specifica, efficienza, confort acustico e vibrazionale e una dinamica di guida ai vertici della categoria e in linea con le caratteristiche proprie dei motopropulsori del Brand Alfa Romeo. “Questo e’ un passo fondamentale nel nostro impegno per riposizionare il marchio Alfa Romeo per la distribuzione a livello globale. L’introduzione del marchio nel mercato USA a partire dal 2013 rimane il nostro obiettivo primario”, ha commentato Harald J. Wester, Chief Technology Officer di Fiat e responsabile dei marchi Alfa Romeo e Maserati.    “Gli sforzi di risorse in tutto il Gruppo per lo sviluppo di cambi e trasmissioni che rispondano alle esigenze specifiche di Alfa Romeo – ha precisato – sono la dimostrazione del nostro rinnovato impegno per lo sviluppo di questo marchio. Questa e’ la prima di una serie di iniziative che saranno implementate nel prossimo futuro per ristabilire una connessione tra Alfa Romeo e le proprie radici storiche di marchio sportivo premium”.

Condividi