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Crisi, Italia indietro nella classifica della competitività

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Continuano ad arrivare dati poco confortanti sull’economia italiana. Il nostro Paese ha ceduto ancora posizioni (-7 in un anno) ed è scivolato al 49esimo posto nella classifica della competitività su 148 economie censite (guarda il pdf).  A pesare sul punteggio italiano sono in particolare l’inefficienza sul mercato del lavoro (che vale il 137esimo posto) e lo sviluppo del mercato finanziario (124). Davanti a noi ci sono, tra gli altri, Lituania e Barbados.  SVIZZERA AL PRIMO POSTO. Per il quinto anno consecutivo, invece, la Svizzera si conferma il Paese più competitivo a livello mondiale.  I dati sono stati confermati dal Global Competitiveness Report 2013-2014. Dopo la Svizzera, il podio è completato da Singapore e Finlandia, mentre la Germania ha guadagnato due posizioni ed è salita al quarto posto.  Anche gli Stati Uniti, dopo quattro anni di trend in discesa, registrano un miglioramento e salgono dal settimo al quinto posto. La classifica dei Top Ten  prosegue con la Svezia, Hong Kong,  i Paesi Bassi, il Giappone e il Regno Unito.  EUROPA MERIDIONALE PENALIZZATA. Già il 24 agosto l’indice 2013 della Commissione Ue aveva escluso l’Italia dalle Regioni più competitive d’Europa.  Come sottolineato da Repubblica, il World Economic Forum (Wef) ha osservato che in Europa gli sforzi per affrontare il debito pubblico ed evitare un break-up dell’euro hanno in parte distolto l’attenzione dalle questioni legate alla competitività. Le economie dell’Europa meridionale come Spagna (35esima), la stessa Italia, Portogallo (51esima) e in particolare la Grecia (91esima) hanno bisogno di affrontare le debolezze nel funzionamento e nell’efficienza dei loro mercati, promuovere l’innovazione e migliorare l’accesso al finanziamento.  CLASSIFICA IN BASE A 12 CATEGORIE. Tra le economie dei Brics, la Cina è al 29esimo posto, il Sudafrica al 53esimo davanti al Brasile (56), l’India (60) e la Russia (64).  La classifica del Wef è stilata in base a un indice globale di competitività (Gci) costruito con una media ponderata di punteggi in diversi fattori che coprono 12 categorie, tra le quali le istituzioni e le infrastrutture, la salute e l’istruzione superiore, efficienza del mercato di beni e servizi, l’efficienza del mercato del lavoro, lo sviluppo del mercato finanziario, la tecnologia e l’innovazione.

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