Acquisti immobiliari, è tempo di buoni affari

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Al vaglio strumenti giuridici alternativi per farsi la casa  In tempi di crisi economica, e soprattutto di sfiducia verso il futuro, tutti sono propensi a rinviare gli acquisti più impegnativi a tempi migliori, quando ci saranno – sperabilmente – disponibilità meno ristrette e soprattutto prospettive meno incerte. Il settore della casa è fra quelli maggiormente influenzati da questa tendenza.   In frenata le compravendite  Le transazioni sono quasi dimezzate rispetto al 2007, gli annunci rimangono a lungo nelle vetrine degli agenti immobiliari, il credito bancario viene concesso con il contagocce, i costruttori sono fermi e spesso hanno un carico pesante d’invenduto da smaltire.   Possibili i buoni affari   Chi è in grado, nonostante tutto, di affrontare il percorso dell’acquisto immobiliare può anche trovarsi in posizione di vantaggio: quando l’offerta prevale sulla domanda si possono fare buoni affari, specialmente se si hanno a disposizione tesoretti di risparmi accantonati nel tempo dalle famiglie. Il tutto a condizione che, contemporaneamente all’acquisto della nuova casa, non si debba vendere la vecchia. Chi infatti può permettersi di aspirare a una tipologia abitativa migliore si trova, non di rado, in possesso di alloggi di qualità medio-bassa, magari in edifici senza ascensore o costruiti con criteri di massima economia, a scapito dell’efficienza energetica e della riservatezza. Gli acquirenti tipici di queste tipologie, fino a qualche anno fa, erano cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che, dopo qualche anno di lavoro, riuscivano a coronare il sogno di un tetto proprio, senza andare tanto per il sottile sulla qualità. Ormai questa categoria di compratori è scomparsa: con la crisi economica parecchi sono tornati ai paesi di origine, gli altri non sono in grado di affrontare l’impegno dell’acquisto.  Nuda proprietà in vendita  Com’è noto la necessità aguzza l’ingegno. Accanto alla tradizionale forma dell’acquisto accompagnato dal mutuo bancario stanno affermandosi tipologie contrattuali alternative, che puntano a realizzare l’obiettivo della proprietà di un alloggio percorrendo strade diverse. La più tradizionale e conosciuta, utilizzata da sempre ma in fase di netto sviluppo, è la vendita della nuda proprietà, con la quale il cedente può continuare ad utilizzare l’immobile finché vive, ma alla sua scomparsa il bene verrà acquisito dall’acquirente e non andrà agli eredi.  Aste immobiliari in aumento   Un vero boom fanno registrare gli acquisti di immobili provenienti da procedure esecutive, cioè da fallimenti o – più spesso – da soggetti che non sono stati in grado di far fronte al debito con la banca per il rimborso del mutuo. Gli immobili vengono pignorati e mandati all’asta, spesso partendo da un prezzo base inferiore al valore di mercato. Se non ci sono troppi rilanci in sede di asta, è possibile che l’acquisto si riveli un buon affare.  Affitto con riscatto  Una formula decisamente nuova, non sotto il profilo teorico ma sotto quello dell’applicazione pratica, è l’affitto con riscatto, subito ribattezzato con l’equivalente inglese rent to buy. Utilizzato in passato nel campo dell’edilizia popolare convenzionata, il contratto viene attualmente elaborato per venire incontro alle esigenze di venditori ed acquirenti, che devono gestire problemi di liquidità diversi, ma tali da impedire la conclusione immediata del passaggio di proprietà. Di ciascuna di queste tipologie di contratti ci occuperemo in modo più approfondito nelle prossime settimane, cercando di metterne in evidenza gli aspetti positivi ed anche quelli da tenere presenti per evitare brutte sorprese.    EMOZIONECASA  AGENZIA IMMOBILIARE APPIO CLAUDIO – TUSCOLANA – DON BOSCO – APPIA – SAN GIOVANNI

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